|
 |
|
|
.
|
| b |
|

|
|
|
Originariamente,
al posto dell'attuale tempio sorgeva una chiesa di dimensioni modeste già
dedicata a Sant'Andrea Apostolo e della quale si ha notizia sin dal 1253.
Quando divenne fatiscente e troppo piccola per la crescente popolazione,
fu demolita tra il 1550 e il 1566 per essere ricostruita nel 1655 dal Cardinale
Borghese che la dotò di una elegante facciata. Ridemolita nel
1775, fu riedificata nell'attuale imponenza par volere di Pio VI. Opera
degli architetti Pietro Camporese e Carlo Colombi, fu inaugurata il 22
maggio 1789 dallo stesso Pontefice, dopo lavori durati tredici anni.
L'originario progetto risulta modificato in alcune parti a seguito della
ricostruzione che seguì i bombardamenti alleati del 1944, che distrussero
il 76%
|
|
|
. |
della Città. La facciata, in stile neoclassico, fu realizzata nel
1795 e si compone di due piani sul più alto dei quali spiccano la loggia
delle benedizioni, il timpano con lo stemma papale e due torri campanarie,
in una delle quali giganteggia il campanone dal peso di 25 quintali. Le
pitture e decorazioni delle volte e delle pareti furono eseguite tra il
1971 e il 1977 da Edmondo Campana. Le cappelle laterali, iniziando da
destra sono abbellite da tele settecentesche rappresentanti l'estasi di Santa
Chelidonia del Nocchi; la morte di |
|
|
Sant'Andrea di C. Unterperger, che sovrasta, come il
precedente, un altare in marmi pregiati tratti dalla villa traianea di
Arcinazzo; la Madonna del Rosario del Tedeschi; il Salvatore, dipinto su
tavola nel XVI secolo probabilmente nella bottega di Raffaello; i Beati
innalzati agli onori degli altari da Pio VI del Pedroni.
In fondo, imponente, si staglia il trono papale su cui incombe un
artistico Crocifisso in legno; ai lati, il coro in noce con il monumentale
organo comprendente 3700
|
|
Sotto
il cappello della cupola si eleva l'altare maggiore, ricostruito con marmi
pregiati nel periodo post-bellico, dinanzi ad esso si può ammirare un
mosaico dell'artista sublacense Gino Giammei. Sulla destra dell'altare
maggiore si trova il tempietto dell'Immacolata che, raffigurata nella splendida
tela di Sebastiano Conca, negli anni 1863, 1864, 1866 e 1915, mosse
miracolosamente gli occhi e per questo profondamente venerata dai
sublacensi. Nella sacrestia, si ammirano soprattutto due tele: una Madonna
col Bambino del Dolci (Firenze 1616-1686) e un ritratto di Pio VI di G.D. Porta (Roma 1740-1802).
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
.
|
|
|
|