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La gioia
di tornare. 18 settembre 2005 LOURDES
Sto per descrivere una delle
più belle esperienze della mia vita: il ritorno nel luogo da cui
mancavo da ben 23 anni. Subiaco 18 settembre 2005, ore 5.00 del
mattino: partenza con gli amici Fabrizio, Bebbetto e Paoletto.
Ogni anno che trascorreva si rinnovava la richiesta fattami da
Fabrizio e Bebbetto di andare con loro a Lourdes. Io però ogni
volta non riuscivo ad organizzarmi e per me era ogni volta una
grande delusione e un grande rammarico. Quest’anno però ho fatto
di tutto per giungere in quel luogo così bello e sacro. Siamo
partiti alle ore 5.00 del mattino. Fin dall’inizio il tempo non
ha mai assistito il nostro viaggio, tant’è che un po’ di tempo
buono lo abbiamo trovato solo ai confini della Francia. Durante
il tragitto non abbiamo fatto altro che pregare e ricordare quel
famoso 17 agosto 1982 quando con don Gigi giunsi per la prima
volta a Lourdes. Abbiamo fatto due tappe prima di arrivare al
Santuario perché il viaggio era lungo e il tempo non ci
assisteva e mentre bruciavamo i chilometri nella mia mente c’era
sempre quella esperienza di 23 anni fa: dentro di me mi
domandavo cosa mi aspettasse in quel luogo! Gli amici di viaggio
mi raccontavano che le esperienze di ogni anno sono sempre
diverse l’una dall’altra ed io ero così preso ad ascoltarli che
non vedevo l’ora di arrivare. Mancavano pochissimi chilometri a
Tarbes e già lì stavo per capire che stavamo arrivando alla meta
perché più ci avvicinavamo più il cielo si schiariva e il
maltempo ci stava abbandonando. Ore 12.00 del giorno seguente:
arrivammo nei luoghi dove Bernardette è nata e ha vissuto la
prima parte della sua vita. Dentro di me però restava sempre
quel desiderio di entrare e completare quello che per tantissimi
anni per me è stato il viaggio da realizzare. Fabrizio e
Bebbetto cercavano di farmi capire che bisognava anche visitare
i luoghi dove Bernardette aveva fatto professione di fede,
perché da lì incominciava il nostro pellegrinaggio, ma io non
esitavo a dire ogni momento: “Quando arriviamo alla grotta?” E
Fabrizio mi rispondeva: “Stai tranquillo perché abbiamo tanto
tempo per stare con la Madonna”. Ed ecco il momento più bello
della mia vita: sto per entrare nella grotta… Lo descrivo nelle
poche parole e sensazioni che tutt’ora riesco ad immagazzinare
nella mia mente: “Il silenzio che ci ha accolti nella grotta, il
sorriso dei malati ed il mutismo di quel fiume che si lasciava
andare nel suo letto”. Tutti i giorni adempievamo al programma
religioso, ma il momento più bello della giornata era la
processione eucaristica e il Flambeaux che non poteva
mancare alla nostra presenza. Sono tante le cose belle da
raccontare su questo luogo, ma posso solo dirvi di andare per
provare, perché a Lourdes non ci si stanca mai di andare e mai
di pregare. Il giorno della partenza ci lasciammo dentro la
grotta guardandoci in faccia l’uno con l’altro e il nostro
sguardo voleva dire… “A presto!” Lasciando il santuario
camminavamo piano piano senza parlare fino a quando non siamo
saliti in macchina. Da allora non abbiamo mai abbandonato lo
sguardo verso quella Madre celeste che ci ha guidati fino al
ritorno.
Fabio
I cinque giorni trascorsi lo
scorso settembre a Lourdes, sono stati tra i più intensi e belli
della mia giovane vita. Nelle innumerevoli visite alla grotta
dove è sita la statua della madonna, mi sono reso conto di molte
cose: vedere tutte quelle persone, di ogni nazione, con le più
diverse malattie, chi su un lettino, chi sulla sedia a rotelle
mi ha fatto capire quanto io sia fortunato e sono riuscito a
dare a quei gesti che per noi sono anche banali( come correre
per esempio) una bellezza nuova. Vedere tutte quelle persone
malate in fila, che pregano ininterrottamente, mi ha aiutato a
capire quanto noi, ai quali la salute non manca, siamo poco
riconoscenti verso colui che la salute ce l’ha data … e che lo
cerchiamo e lo preghiamo solo ed esclusivamente nel momento del
bisogno. Il momento più toccante per è stato il bagno nelle
piscine. Insieme a me c’erano altre sei persone,tutti gravemente
malati e io mi sentivo fuori luogo:malattie non ne avevo e mi
sembrava quasi inutile immergermi nella miracolosa acqua di
Lourdes; ormai ero lì e faccio questo bagno. Uscito da quelle
piscine mi sentivo totalmente un’altra persona: dentro mi
sentivo più leggero, più libero, più pulito: quel bagno per me è
stato una vera e propria purificazione!!
Paolo
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